30 Marzo
Piove cielo grigio vento e freddo
8:00 Sveglia (ore di sonno 6)
9:00-16:00 carletto studia nel suo ufficio in rue lhomond riscaldato a dovere, io, munita di ombrellino giallo troppo piccolo ed un po’ rotto, mi perdo dans le quartier du marais, uno dei luoghi più belli di Parigi. Ci arrivo a piedi dal pantheon. Dopo una lunga sosta in un caffe’ a place de vosges mi reco al museo di picasso. Tra le opere più belle i suoi autoritratti, “maya che gioca con una bambola”, bambino con trenino, donna nuda adagiata, le sue sculture.. (ma meglio fermarsi qui, farei una sorta di inventario delle opere li’ esposte). Mi è capitato di assistere ad una lezione itinerante di Storia dell’arte ad una ventina di bimbi di 6/7anni. Questi nanerottoli francofoni sedevano ora davanti a un quadro ora ad un altro basiti, in silenzio, con le boccuccie aperte e con le orecchie tese ad ascoltare le storie che la maestra raccontava su picasso ed il suo modo di esprimersi attraverso l’arte; è stato interessante ascoltare le loro interpretazioni “picassiane” così semplici e plastiche eppure mai banali..
16:00-17:00 mi dirigo verso rue monge e sosto un po’ nella arena di lutetia. Scrivo un po’ nel mio quaderno e osservo vecchietti giocare a bocce sulla sabbia ,il cielo ha uno strano colore pastello ,le cose riflettono una strana luce ed io mi sento parte di un quadro di bonnard.
17:00-18:00 Scopro in rue pot de fer un locale dove una pinta di birra costa 2.50 à paris c’est pas mal!!! Il tizio del pub ci prova ma quando gli dico che sono a Parigi per trovare un amico mi pianta li’ e smette di rivolgermi la parola. Vabe’.
18:00-20:00 ritorno verso casa,chiacchierata con carlo
La sera che doveva essere passata con gente del collegio, ci troviamo in tre: io, carlo e olivier per una serie di malintesi sull’orario di ritorno. Finiamo al rendez vous des amis dal quale usciamo con una bottiglia del vino meno caro e meno bevibile di parigi. Camminata fino a Chatelet, notturno, ninna.
31 Marzo
Dopo il pranzo insieme a Viviane e Josephine camminata sotto la pioggia incessante fino alla moschea. Li’ te’ alla menta e briscoletta con viviane (briscoletta voi e libro io, per essere precisi).
La sera si decide di andare di nuovo a Montmartre al rendez vous des ami dopo aver incontrato a pigalle due matte di cui carlo ha già parlato in un precedente post e le cui gesta meritano d’essere narrate anche in questa sede. Il locale è grazioso, accogliente, il soffitto ha travi a vista su cui sono attaccate tante foto, vi sono due sale interne, molto piccole per il numero dei frequentatori che facilitano il contatto e lo scambio di chiacchere e conoscenze, in uno dei due ambienti c’è un bel divano verde che vorrei tanto avere a casa (molto molto comodo). Altri punti a favore: la “location”: si trova infatti in uno dei pochi scorci non eccessivamente sputtanati dal turismo di montmartre che, da amelie e il suo favoloso mondo, ha fatto spuntare localini finti e soprattutto troppo cari in quasi tutta la butte.
Al rendez vous des amis invece un caraffone di birra costa 8 euro, va da se’ che scorresse a fiumi e che ne abbiamo fatto abbondante consumo.
Alle 2:00, orario di chiusura di tutti i pub parigini, ci cacciano ,letteralmente, e le due matte emilie e esther decidono di portarci in un alimentari a barbes per comprare noccioline e birra. Il punto è che ad Emilie divertiva ottenere indicazioni per trovare il posto agli spacciatori della zona (non proprio tanto tranquilla dal tramonto in poi). Miracolosamente ne siamo usciti vivi, con birra, noccioline ed un docetto gommoso e cioccolattoso per il quale la stessa emilie ha contrattato a lungo alla maniera dei mercanti dei suk arabi ottenendolo infine gratuitamente per sfinimento del cassiere. Le birre le abbiamo bevute sotto la chiesa del Sacre coeur (il monumento più bianco in europa dopo il vittoriano) parigi sotto di noi avvolta da una nebbiolina umida e non solo lei. Intorno a noi gente con chitarre e altri strumenti. Iniziamo col leggere la storia di Susanne ed Utrillo ma passano pochi minuti e subito si fa amicizia con qualcuno del posto. Nella fattispecie ragazzi della banlieue, uno dei quali gioca nel bologna. Si sta bene.Si fa l’alba.
1 Aprile
primo giorno di sole , il cielo di Parigi è “pulito”.
12:00 Sveglia (ore di riposo: 6 )
13:00-18:30 dopo tua colazione baguette e formaggio gitarella a Belleville parchetto haussmaniano. promenade dans le quartier sino a pere lachaise (chiuso).
18:30-21:00 ci separiamo ed io, da sola, mi godo il pont des arts, ile de la citè, leggo appollaiata sul quai St. michel con le gambe ciondolone sulla senna la storia di Abelardo ed Eloisa.
21:00-23:45 appuntamento da chez george (chiuso) ci rechiamo allora, alla rhumerie, uno dei pochi locali che possa vantare una carta con più di 50 tipi di rum differenti e punch degni di nota. Il locale è molto carino, ci sediamo accanto a Spike Lee ed ascoltiamo concertino jazz dal vivo. Waltz for debby tutta per me con dedica. Grazie Carlo!
24:00 St.German Des Pres ai piedi dell’illustre chiesa compio 26 anni. Ci abbracciamo, mi fai gli auguri, testimone una luna cicciona in un cielo “pulito”
2 Aprile
8:00 (ore di riposo 6) È ancora il mio compleanno. Le primiere etàge tutto, allertato da te fin dal giorno del mio arrivo, mi fa gli auguri. Sono tutti meravigliosamente cordiali e sufficientemente “Ouf”.
9:00-14:00 Tu vai a lavoro ed io al pere lachaise: Balzac, Bellini, Chopin, Abelardo ed Eloisa, Modigliani e Jhanne, Victor Noir, Oscar Wild, Edith Piaf (il giorno prima avevamo visto al 72 di rue de belleville i gradini su cui la madre le diede la luce).
14:30-15:30 chiaccherata in un caffè di rue mouffetarde con amichetta francese conosciuta il primo giorno.
15:30-16:30 tè alla moschea di paris, leggo “Signori bambini” di Pennac, lascio che passeri mangino le briciole del dolcetto arabo sul tavolino di maiolica a cui sto e che un tizio al tavolo a fianco mi fissi. Passeggiata fino a rue descartes per rendere omaggio allo zoppo poeta con il più alto tasso di assenzio in corpo, Verlain, che ringrazio per il suo inno alla fica (non la mia ma la poesia è eterna e universale.. e dunque)
“..O ton con! qu’il sent bon! j’y fouille
Tant de la gueule que du blaire
Et j’y fais le diable et j’y flaire
Et j’y farfouille et j’y bafouille
Et j’y renifle et oh! j’y bave
Dans ton con à l’odeur cochonne
Que surplombe une motte flave
Et qu’un duvet roux environne
Qui mène au trou miraculeux
Où je farfouille, où je bafouille,
Où je renifle et où je bave
Avec le soin méticuleux
Et l’âpre ferveur d’un esclave
Affranchi de tout préjugé…”.
17:00-20:00 preparazione torta e cena per il mio compleanno.
20:00-22:00 tutto il piano del tuo collegio riunito al tavolo mi festeggia e ti fa i complimenti per la migliore tarte tatin artigianale studentesca che sia mai stata fatta e per il risotto ai funghi da ME preparato.
23:00 Chez george (chiuso)
24:00-1:30 Terrazza con vista su monrouge. birra e cacahuettes.
Ringrazio te e tutti gli altri (Damiano, Romain, Valeria, Clair e quelle due matte di cui ho scordato i nomi che volevano farci accoltellare dagli spacciatori di barbes alle 3 del mattino, il timido del terzo piano che forse ce voleva provà ma che era troppo timido per farlo etc etc)
E’ stata una settimana meravigliosa!! ti voglio bene.