Miopia
Lunedì, 10 Settembre 2007Oggi ho preso le lenti nuove.
Essere molto miopi significa farsi sempre riconoscere quando si incontra qualcuno. Arriva la persona che aspettavi, ti chiama stupita e ti chiede: “Ma che non mi riconosci?”. Tu rispondi che non l’avevi vista e quella ti guarda indecisa se bollarti come scortese, stronzo o malato di prosopagnosia.
Essere molto miopi significa non calcolare bene le distanze, essere goffi, inciampare spesso ed essere pericolosi alla guida.
Essere molto miopi significa perdersi un sacco di dettagli nella maggior parte delle situazioni, scritte per strada. Non ho mai visto uno stambecco in montagna, né un cinghiale. Un daino sì, ma si stava lasciando morire sul ciglio del sentiero.
Qualcuno sostiene che essere molto miopi significa vedere molto meglio i dettagli da vicino, forse è vero, ma non compensa i dettagli persi da lontano. Quello su cui sono d’accordo è che quando uno è miope quanto lo sono io predilige il teleobiettivo al grandangolo e fa le foto per poi riguardarsele ingrandite il più possibile e scoprire i dettagli che non aveva visto in primis. Se riesce a cogliere un bel dettaglio in una foto è stato un colpo di fortuna.
Essere molto miopi spesso comporta il mal di schiena se si fa un lavoro sedentario perché tastiere e computer hanno un’ergonomia studiata per chi ci vede.
Nella notte del miope non esistono sorgenti di luce puntiforme, solo pallocchi sfocati, com’è che si chiama? Bokeh? Per questo odio guidare di sera: ogni macchina nell’altro senso e spesso anche l’illuminazione stradale al mercurio ti regalano il brivido di un momento di cecità in velocità.
Essere molto miope significa rompere le palle al vicino a lezione perché non vedi le cose scritte alla lavagna. Si dice che per questo Poincaré abbia sviluppato un’intuizione geometrica senza pari. Io, che non sono Poincaré, ho scoperto la terza dimensione in primo liceo e per questo non sono in grado di ruotare oggetti tridimensionali nella mia testa.
Essere molto miope significa avere la retina butterata e rischiare molto prima degli altri di diventare ciechi. Speriamo che nessuno dio ironico mi regali i libri e la notte.
Però oggi ci vedo, abbastanza per i vostri standard, troppo per i miei, 7/10 per la scienza.
Cammino per la strada sorridente e fisso tutti dritto negli occhi, perso nella diversità dei volti, godo delle rughe, dei nei e dei brufoli che non avevo mai notato in persone che non avevo mai visto.
Le superfici dei palazzi si rivelano ruvide e disomogenee, prima le vedevo uniformi colorate come in un cartone animato. Vorrei fotografare tutto e tutti.
Nelle prossime settimane mi abituerò all’eccesso di informazioni. Nei prossimi mesi peggiorerà di nuovo la vista. Poi mi rifarò le lenti e ci sarà un altro giorno in cui passerò da impressionismo a iperrealismo.


