Archivi per la categoria ‘Paris’

Finalmente l’appartamento

Lunedì, 5 Maggio 2008

Anche se non bisogna dire né quattro né gatto prima di averlo nel sacco, festeggiamo l’accettazione del nostro meraviglioso dossier con una segnalazione.

A volte prima di comprare un cd vogliamo ascoltarlo brevemente a scrocco, oppure per avere delle copie di backup è bene avere degli mp3 dei propri dischi messi al sicuro. Ovviamente la musica non va rubata e io non vi incito a farlo. CHIARO?
In ogni caso un qualche tizio in spagna ogni tanto condivide della roba.
I primi 10 Masada
The Lounge Lizards
La discografia dei Penguin Cafè Orchestra
Glassworks
Per fare qualche esempio, ma date una frugata
grazie a Ela per la segnalazione

Topologia e topografia

Lunedì, 17 Marzo 2008

Ci sono molti modi di fare propria una città, almeno altrettanti di sentirla propria: c’è chi ci è nato e allora pensa e la chiama sua, c’è chi ci ha preso il suo primo stipendio, chi ci ha studiato, chi ci si è innamorato.
Io e Daniele abbiamo fatto Parigi topologicamente nostra circumnavigandola in Velib’.

I numeri dell’impresa

37,5 Km - La lunghezza del percorso.
22,5 Kg - Il peso delle bici.
8 - Le pause alle stazioni per evitare di pagare le mezz’ore supplementari
3 ore - Il tempo di percorrenza pause incluse.
2 arance e 1 mandarino - L’approvvigionamento complessivo dei nostri eroi.
9 - Gli arrondissements attraversati.
3 - Le marce del Velib’.
1 - Volte che ho rischiato di finire sotto una macchina.
0 - Volte che Daniele ha rischiato di finire sotto una macchina.
1 - Volte che ho rischiato di finire sotto una macchina nei primi 200 m di tragitto.
500 g - La quantità di penne al tonno consumate all’arrivo.
51 minuti - Il tempo medio giornaliero trascorso in Velib’ da quando ho l’abbonamento annuale.
41 minuti - Il tempo medio giornaliero trascorso in Velib’ il giorno prima dell’impresa.

Il percorso

Per questa cartina ho usato codice rubato qui

Velib’ e quiz

Sabato, 8 Marzo 2008

Quando sono tornato ho trovato nella buca delle lettere la mia tanto agognata carta Velib’.
Il Velib’ è un sistema grazie al quale, pagando una modica cifra annuale, puoi prendere una bici in una qualsiasi delle stazioni a Parigi e lasciarla in un’altra stazione dopo massimo mezz’ora.
Penso che abbiano studiato un sistema di rilascio di qualche tipo di droga dal sellino, perché da lunedì sera a stamattina (sabato) ho fatto tre ore e mezza di ciclismo in quindici tragitti. Se continuo così divento più grosso di Divirgilio!
Ma veniamo al quiz di cui nel titolo: che caspita di strumento è questo?

Il tal zingarone sviolinante è stato avvistato sulla RER tornando dall’aeroporto.
Come al solito sono in palio ricchi premi e cotillon per chi riesce a trovare più informazioni più velocemente.

Java - Métro

Venerdì, 15 Febbraio 2008

Disclaimer: Se non sapete benissimo il francese e gli argot parigini non capirete quasi nulla
Se li capite troverete questa canzone molto volgare

Tutte le stazioni del métro citate in una sola canzone! Il testo

La versione a cappella nel métro che comincia dicendo: “Buongiorno siore e siori, ho una buona notizia: non vi chiederò soldi perché sono già molto ricco”.

Sempre sui Taraf de Haïdouks

Venerdì, 15 Febbraio 2008

Uno dei miei siti francesi preferiti è quello dei concerti all’asporto della Blogothèque: un podcast video di concerti improvvisati in pianosequenza e in presa diretta.
Probabilmente riconoscere lo stile e vi ricorderà qualcosa di antico.
Qui c’è l’articolo di presentazione in inglese e in francese.

Danze Rumene

Giovedì, 14 Febbraio 2008

Qualcuno di voi sa che Béla Bartók è sempre stato una mia grandissima passione musicale.
Bartók è stato uno dei primi etnomusicografi, quando ancora non esisteva nemmeno il termine. Girava per i villaggi dell’Europa dell’est registrando su cilindri di cera le melodie popolari. Da queste trasse molti dei temi per la sua produzione.
Così facendo introdusse (magari non per primo) le dissonanze e i tempi dispari nella musica colta occidentale e resta una delle influenze dichiaratamente più importanti del buon vecchio Fripp.
Tra i pezzi più famosi di Bartók sono le Sei danze rumene, originarniamente per pianoforte e poi orchestrate dall’autore stesso.
Visto che della versione per pianoforte si trovano solo esecuzioni di emeriti sconosciutiVisto che esiste un meraviglioso cofanetto della Hungaroton di Bartók esecutore vi beccate la versione per piano suonata da lui stesso e registrata su pianoforte meccanico.

Poi vi propongo la versione per orchestra diretta da un altro grande ungherese: Sir Georg Solti.

Ma veniamo al dunque: sabato scorso siamo stati a sentire i Taraf des Haïdouks, che nell’ultimo album Maskarada riprendono e ritziganificano le suddette danze rumene.
Il concerto è stato piuttosto divertente, la cosa più fica è che c’era anche una ragazza bulgara con noi e mi ha fatto capire chiaramente che di zingari che suonano il piffero dalle parti sue ce ne hanno fin sopra le orecchie. Questo vuol dire che era abbastanza genuino, no? La nostra strenua ricerca del tipico è riuscita?

Dedicato a mio fratello

Giovedì, 7 Febbraio 2008

Tutti conoscono la famiglia Cassini: il capostipite Giovanni Domenico, astronomo nato italiano e morto francese è stato uno dei primi cervelli in fuga.
Il suo nipote e il suo bisnipote, cartografi e astronomi fecero una carta di Francia che ora potete ammirare in un mash-up con google maps qui.
Ringraziate Florent che me l’ha trovata.