Orrore e raccapriccio
Martedì, 1 Luglio 2008Bisogna aspettare i 3 minuti perché sia riconoscibile.
Argh!
Bisogna aspettare i 3 minuti perché sia riconoscibile.
Argh!
Anche se non bisogna dire né quattro né gatto prima di averlo nel sacco, festeggiamo l’accettazione del nostro meraviglioso dossier con una segnalazione.
A volte prima di comprare un cd vogliamo ascoltarlo brevemente a scrocco, oppure per avere delle copie di backup è bene avere degli mp3 dei propri dischi messi al sicuro. Ovviamente la musica non va rubata e io non vi incito a farlo. CHIARO?
In ogni caso un qualche tizio in spagna ogni tanto condivide della roba.
I primi 10 Masada
The Lounge Lizards
La discografia dei Penguin Cafè Orchestra
Glassworks
Per fare qualche esempio, ma date una frugata
grazie a Ela per la segnalazione
In giorni in cui Nichi Vendola si emoziona alla vista della maschera di silicone di padre Pio, in cui si chiude una meravigliosa campagna elettorale romana che ha fatto sembrare Cesa quasi un uomo di sinistra. In giorni in cui Veltroni dichiara che l’indulto è stato un errore e che la sicurezza a Roma è diminuita (in netta contraddizione con la realtà delle statistiche), cade questo anniversario della Liberazione. Invano?
Buon ascolto.
Aggiornamento: Qualcuno ha avuto indipendentemente e contemporaneamente la stessa idea.
Quando sono tornato ho trovato nella buca delle lettere la mia tanto agognata carta Velib’.
Il Velib’ è un sistema grazie al quale, pagando una modica cifra annuale, puoi prendere una bici in una qualsiasi delle stazioni a Parigi e lasciarla in un’altra stazione dopo massimo mezz’ora.
Penso che abbiano studiato un sistema di rilascio di qualche tipo di droga dal sellino, perché da lunedì sera a stamattina (sabato) ho fatto tre ore e mezza di ciclismo in quindici tragitti. Se continuo così divento più grosso di Divirgilio!
Ma veniamo al quiz di cui nel titolo: che caspita di strumento è questo?

Il tal zingarone sviolinante è stato avvistato sulla RER tornando dall’aeroporto.
Come al solito sono in palio ricchi premi e cotillon per chi riesce a trovare più informazioni più velocemente.
Disclaimer: Se non sapete benissimo il francese e gli argot parigini non capirete quasi nulla
Se li capite troverete questa canzone molto volgare
Tutte le stazioni del métro citate in una sola canzone! Il testo
La versione a cappella nel métro che comincia dicendo: “Buongiorno siore e siori, ho una buona notizia: non vi chiederò soldi perché sono già molto ricco”.
Uno dei miei siti francesi preferiti è quello dei concerti all’asporto della Blogothèque: un podcast video di concerti improvvisati in pianosequenza e in presa diretta.
Probabilmente riconoscere lo stile e vi ricorderà qualcosa di antico.
Qui c’è l’articolo di presentazione in inglese e in francese.
Qualcuno di voi sa che Béla Bartók è sempre stato una mia grandissima passione musicale.
Bartók è stato uno dei primi etnomusicografi, quando ancora non esisteva nemmeno il termine. Girava per i villaggi dell’Europa dell’est registrando su cilindri di cera le melodie popolari. Da queste trasse molti dei temi per la sua produzione.
Così facendo introdusse (magari non per primo) le dissonanze e i tempi dispari nella musica colta occidentale e resta una delle influenze dichiaratamente più importanti del buon vecchio Fripp.
Tra i pezzi più famosi di Bartók sono le Sei danze rumene, originarniamente per pianoforte e poi orchestrate dall’autore stesso.
Visto che della versione per pianoforte si trovano solo esecuzioni di emeriti sconosciutiVisto che esiste un meraviglioso cofanetto della Hungaroton di Bartók esecutore vi beccate la versione per piano suonata da lui stesso e registrata su pianoforte meccanico.
Poi vi propongo la versione per orchestra diretta da un altro grande ungherese: Sir Georg Solti.
Ma veniamo al dunque: sabato scorso siamo stati a sentire i Taraf des Haïdouks, che nell’ultimo album Maskarada riprendono e ritziganificano le suddette danze rumene.
Il concerto è stato piuttosto divertente, la cosa più fica è che c’era anche una ragazza bulgara con noi e mi ha fatto capire chiaramente che di zingari che suonano il piffero dalle parti sue ce ne hanno fin sopra le orecchie. Questo vuol dire che era abbastanza genuino, no? La nostra strenua ricerca del tipico è riuscita?