Archivi per la categoria ‘Evoluzionismo’

Ceratoidi

Mercoledì, 30 Maggio 2007


All’interno dell’ordine dei lofiformi (quello che contiene la deliziosa rana pescatrice o coda di rospo, per intenderci) si trova il sotto-ordine dei ceratoidi (dal greco keras, corno, secondo me bisognerebbe dire cheratoidi).
Sono pesci ossei carnivori che vivono al di sotto dei 2000 metri di profondità e, come la rana pescatrice, cacciano attraverso un’esca, che però è luminosa. Quello che li rende più singolari è il dimorfismo sessuale estremo, infatti, essendo pesci talmente rari che di alcune specie si sono osservati meno di una decina di esemplari, immaginate quanto sia difficile tra di loro incontrarsi per accoppiarsi!

E allora cos’ha fatto l’evoluzione per loro? Le femmine adulte possono superare il metro di lunghezza, mentre i maschi… i maschi non li ha visti nessuno sen non di recente, quando si sono accorti che le femmine avevano quasi sempre dei parassiti attaccati addosso. Erano quelli i maschi.

Insomma, i maschi di queste allegre bestiole sono generalmene 10 volte più piccoli della femmina della loro specie, non hanno apparato digerente ma due narici enormi, passano il tempo in cerca di una femmina, quando la trovano ci si attaccano fino ad avere i vasi sanguigni comunicanti e poi si spengono lasciando attive solo le gonadi.
Quando la femmina è pronta rilascia un po’ di ormoni e il maschio fa il suo sporco lavoro e produce lo sperma. Fine del maschio (questo qui sotto).

Pensavate che il maschio della mantide religiosa facesse una brutta fine, eh? Tra l’altro, come molti uomini sposati che conosco queste bestie non sono capace a nutrirsi da soli, non perché manchino delle capacità culinarie, ma, come ho detto prima, perché è l’apparato digerente che non funziona.

Tutte le immagini, e parecchie delle informazioni di cui sopra sono state prese dal progetto Tree of Life. Le mie intenzioni sono puramente istruttive e non ho fini di lucro, quindi non mi fate causa per favore.

Per chi volesse approfondire questa è la pagina specifica di ToL.

Non ho ancora bene deciso se la cosa peggiore per i maschi sia:

  • Che non provino mai i piaceri della tavola
  • Che abbiano una vita così squallida e dipendente dalle loro femmine
  • Che abbiano delle femmine che sono decisamente brutte (in fondo una vita del genere si può pure fare per una, ma deve essere bellissima!)

Saccharomyces Cerevisiae

Domenica, 13 Maggio 2007

Il comune lievito di birra, umile compagno dell’umanità per secoli. Lui solo ci permette molte bevande alcoliche, il pane e la pizza, più fedele del cane o della vacca da latte per la sua importanza nel procacciarci nutrimento.
Cosa lo distingue dagli altri batteri? Perché lo teniamo così in conto?
Dovete sapere, miei pargoli, e chi lo sa già si metta a disegnare senza disturbare gli altri, che ci sono due modalità di respirazione dei batteri: aerobica e anaerobica; la prima fa uso di ossigeno, la seconda no. La maggior parte dei batteri, quando può ricorre alla prima e brucia ossigeno e zucchero per produrre energia, in condizioni di scarsità di ossigeno può ricorrere alla seconda che però è meno efficiente, ma produce alcool e anidride carbonica (il primo ci facciamo la birra, la seconda lievita il pane).
Un comportamento di questo tipo si osserva nei parenti più stretti dei lieviti come per esempio il nostro amico candida albicans con cui spero non abbiate avuto a che fare.
La cosa che è strana e sulla quale solo in questo momento si comincia a far luce, è come mai i saccharomyces abbiano sempre ricorso alla respirazione anaerobica anche prima di sviluppare un enzima che è in grado di convertire l’alcool in energia.
Alcuni articoli recenti (che posso inviare via mail a chi sentisse il bisogno di leggerli in dettaglio) hanno cominciato a sollevare delle ipotesi su come si sia evoluto un comportamento che appare nelle sue fasi elementari svantaggioso a tal punto da aver fatto supporre una partecipazione umana nella selezione dei lieviti.
Quale vantaggio dovrebbe trarre un batterio che non ricorre alla respirazione aerobica? A quanto pare la risposta è nella comparsa dei primi frutti carnosi nel cretaceo e sembra essere nel fatto che l’alcool è tossico per moltissimi batteri, ma non per i lieviti.
A questo punto i più scaltri di voi avranno capito che quel brutto egoista del lievito sputa sul suo cibo e scorreggia a tavola per renderlo meno appetibile ai suoi vicini e per poterne mangiare di più e per questo noi ora abbiamo la birra e il pane.
Permettetemi dunque di aggiungere questo demone dispettoso al pantheon delle divinità che rendono sacro il pane (buffo come un dio moderno come quello del nuovo testamento, non disdegni il pane come simbolo religioso) e insieme brindiamo in onore di chi ci dà la birra.

[Quest'articolo è stato ispirato dalla pizzata di martedì]