Archivi per la categoria ‘Cucina’

Pane: ode elegiaca su ingredienti acrostici

Sabato, 9 Febbraio 2008

Biondeggia altro grano. Un eccellente trattore trebbia, efficiente.
Bevendo acqua, glutine uniformemente elastico tende tiranti edilizi.
Batteri anaerobici, germi unicellulari elevano tutto, trasformando elementi.
Bene, adesso gusta. Un essenziale trascurato ti elude.
Bacchetta allungata. Guarda, un evidente topos tipicamente edipico.
Bada a gravi ustioni, eviterai terribili traumi epidermici.
Boulanger, aurevoir. Gusti unici e tipici tu esprimi.

Satira e farsa

Lunedì, 7 Gennaio 2008

Molti di voi sanno che satira deriva da satura lanx, manicaretto riempito (saturo) di primizie che veniva offerto agli dei ogni anno. In questo caso saturo significa traslativamente vario, misto e così satira e varietà sono quasi sinonimi.
Ma forse non tutti sanno che la parola farsa viene da farce che in francese significa ripieno, farcitura. Infatti la farsa serviva per riempire lo spazio tra i diversi atti dell’opera principale ed era caratterizzata da un miscuglio di serio e faceto.
Un altro fondamentale mattone nella storia delle etimologie culinarie.

Aridatece er Winner!

Martedì, 24 Luglio 2007

Sempre per serie i migliori sono sempre i primi ad andarsene

Esiste una petizione per il ritorno del winner taco, ma non del winner normale.
Intanto l’Algida progetta per l’anno prossimo la nuova serie Magnum malattie veneree dal gusto giovane e irriverente e per il 2009 Magnum piaghe d’Egitto!

La piccola orchestra allo zoo

Martedì, 12 Giugno 2007

Recensione di Damianó

Beh insomma cosi andarono le cose, che ci crediate o no. Alle 18 Carlo viene da me che faccio i melangi in laboratorio e comincia la solita pappina che “é tardi te l’avevo detto se non usciamo subito perdiamo la coincidenza tra le tre metro che ho calcolato passeranno a tre virgola otto secondi l’una dall’altra saliamo in coda cosi scendiamo in testa e finiamo in groppa alla zebra” ecco! Arrivati appunto a Le Zebre, piccolo bar-teatro che si chiamava “La scimmia urlatrice” prima che Pennac scrivesse di un Mr Malaussène che frequentava un teatro a Belleville chiamato, appunto, “Le zebre”. Punto. Anzi, abbondiamo: due punti.

Dicevo, questa zebra c’era veramente! E c’era anche il concerto! Anche se fuori, tra i tanti manifesti delle serate in programma, la Piccola Orchestra non era nominata da nessuna parte… e se vogliamo andare avanti con le stranezze, ancora mi chiedo perchè gli Avion Travel siano andati a suonare in posto cosi kitsch… e non dico quiche come la quiche Lorraine del sabato sera Monrugese.. ma proprio kitsch, con i piattini zebrati e il dj che mette la musica tunz tunz tunz tunz ma a basso volume per non disturbare le orecchie affannate dell’umanità terribilmente adulta che popolava la Zebra nella serata del NOSTRO concerto! E poi vorrei proprio sapere ma che ci facevano tutti quegli estranei se Carlo il concerto l’aveva regalato A ME? Certe cose non le capirò mai, come ad esempio perché i francesi non hanno la o accentata sulla tastiera, se poi usare la usano per chiamarmi damiano’. Bah.

Fatto sta che il concerto, a dispetto della inspiegabili stranezze, é cominciato. Peppinieddu è comparso per ultimo con la bombetta in testa e la faccia da Toto’, la sua bella voce e presenza e interpretazione e Sentimento e Aria di te e Aeroplano e quante altre ne hanno fatte. E se mi vergognavo a ballare con tutti quegli estranei venuti da chissàddove potevo sempre stare a guardare il chitarrista che faceva godere con le mani la sua chitarra o la violoncellista in quanto tale (c’è qualcosa di più bello di una violoncellista?)…

Finito il concerto, la luce nel cielo lasciava il dubbio se fosse alba o tramonto, ma erano ancora solo le ventitré, e canticchiando Aria di te ci siamo incamminati su rue de Belleville, e girato l’angolo l’ho baciato.

Foto mie

Avion Travel

Ceratoidi

Mercoledì, 30 Maggio 2007


All’interno dell’ordine dei lofiformi (quello che contiene la deliziosa rana pescatrice o coda di rospo, per intenderci) si trova il sotto-ordine dei ceratoidi (dal greco keras, corno, secondo me bisognerebbe dire cheratoidi).
Sono pesci ossei carnivori che vivono al di sotto dei 2000 metri di profondità e, come la rana pescatrice, cacciano attraverso un’esca, che però è luminosa. Quello che li rende più singolari è il dimorfismo sessuale estremo, infatti, essendo pesci talmente rari che di alcune specie si sono osservati meno di una decina di esemplari, immaginate quanto sia difficile tra di loro incontrarsi per accoppiarsi!

E allora cos’ha fatto l’evoluzione per loro? Le femmine adulte possono superare il metro di lunghezza, mentre i maschi… i maschi non li ha visti nessuno sen non di recente, quando si sono accorti che le femmine avevano quasi sempre dei parassiti attaccati addosso. Erano quelli i maschi.

Insomma, i maschi di queste allegre bestiole sono generalmene 10 volte più piccoli della femmina della loro specie, non hanno apparato digerente ma due narici enormi, passano il tempo in cerca di una femmina, quando la trovano ci si attaccano fino ad avere i vasi sanguigni comunicanti e poi si spengono lasciando attive solo le gonadi.
Quando la femmina è pronta rilascia un po’ di ormoni e il maschio fa il suo sporco lavoro e produce lo sperma. Fine del maschio (questo qui sotto).

Pensavate che il maschio della mantide religiosa facesse una brutta fine, eh? Tra l’altro, come molti uomini sposati che conosco queste bestie non sono capace a nutrirsi da soli, non perché manchino delle capacità culinarie, ma, come ho detto prima, perché è l’apparato digerente che non funziona.

Tutte le immagini, e parecchie delle informazioni di cui sopra sono state prese dal progetto Tree of Life. Le mie intenzioni sono puramente istruttive e non ho fini di lucro, quindi non mi fate causa per favore.

Per chi volesse approfondire questa è la pagina specifica di ToL.

Non ho ancora bene deciso se la cosa peggiore per i maschi sia:

  • Che non provino mai i piaceri della tavola
  • Che abbiano una vita così squallida e dipendente dalle loro femmine
  • Che abbiano delle femmine che sono decisamente brutte (in fondo una vita del genere si può pure fare per una, ma deve essere bellissima!)

Chantilly

Venerdì, 25 Maggio 2007

Fate come me: non scommettete con i francesi!
Da noi Chantilly è crema pasticciera e panna montata mischiate insieme.
Da loro Chantilly è solo panna montata.
Non ho capito bene chi ha ragione, penso noi, perché loro hanno anche un’altro modo di dire panna montata e sicuramente non l’hanno inventata a Chantilly, mentre magari il mix potrebbe essere un’invenzione moderna.
Allora per favore lanciatevi in ricerche bibliografiche e ditemi chi ha ragione!
E non voglio sentir nominare Allan Bay!

Curry

Domenica, 11 Marzo 2007

Forse il tizio nel negozio indiano aveva ragione; nonostante ne abbia messo meno di metà del solito ho ancora la bocca in fiamme. Ma facciamo un piccolo flashback: è sabato, siamo appena tornati dalla Sainte Chapelle, bellissima come al solito anche se c’erano i lavori, Viviane è con noi, è parigina ma non c’era mai stata, sono onorato di mostrarle Il Capolavoro dell’Arte Gotica.

Appuntamento con Romain alle 17:00 stazione della metro di La Chapelle (che non c’entra nulla con la Sainte Chapelle), siamo a un passo alla Gare du Nord e ci troviamo in cerca di un sari. La strada davanti a noi è un turbinio di colori e odori, si alternano negozi di vestiti indiani, videoteche specializzate che danno un’idea molto precisa di quanto sbagliamo ad appiattire il subcontinente in un’unica cultura (i film sono divisi per lingua! e non sono mica poche!) e soprattutto ci sono dei piccoli negozi di alimentari che sono qualcosa a cui non avrei creduto se me l’avessero raccontato.
Entriamo in uno di questi alimentari, sulla sinistra ci sono sacchi di riso che hanno la stessa dimensione di quelli di cemento dei cantieri e vicino a scendere fino alla confezione più piccola che è da un chilo, il curry invece esiste di tantissimi tipi e non viene mai in confezioni più piccole di 200 g. Alla fine decido e esco con:

  • 500 g di curry tostato di sri lanka con foglie intere
  • 100 g di masala tandoori per la carne grigliata
  • 1 Kg di riso basmati
  • 1 Kg di riso scuro
  • 1 Kg di lenticchie rosse decorticate
  • 1 Kg di ceci

Ed è qui che ho bisogno del vostro aiuto, ora mi servono delle ricette indiane, sono sicuro che M ne ha qualcuna, ma so che molti altri di voi hanno delle doti nascoste di conoscitori della cucina etnica.
Io sperimenterò e se qualche ricetta dovesse meritare la menzione d’onore sarà premiata con un sari o con un portachiavi a forma di elefante indiano.